Unoaerre: l’anima orafa di Arezzo, da Cicala Gioiellerie
Ci sono nomi che, da soli, raccontano un territorio intero. Unoaerre è uno di questi: dietro quelle sillabe si nasconde il cuore…
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UnoAErre nasce ad Arezzo il 15 marzo 1926, prima azienda orafa della città. Il nome viene da 1AR, il marchio d'identificazione che registra nel 1935. Da allora lavora oro, argento 925 e bronzo dorato: le sue catene hanno portato l'oreficeria italiana nel mondo, e le fedi nuziali restano il capitolo per cui la casa è conosciuta in tutta Italia. Cicala è rivenditore ufficiale UnoAErre.
























La data è precisa: 15 marzo 1926, Arezzo. Carlo Zucchi e Leopoldo Gori aprono la
prima azienda orafa della città, e nel 1935 ottengono il primo marchio d’identificazione
registrato in provincia — quell’1AR che, letto per esteso, sarebbe diventato il nome con
cui tutti conoscono la casa: UnoAErre. C’è chi lo scrive «unoarre» o «uno a erre», ed è
sempre lo stesso marchio di Arezzo.
Fra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando l’Italian Style comincia a girare il
mondo, dai laboratori aretini escono le maglie che ancora oggi chiamiamo per nome:
grumetta, corda, rolò, veneziana, spiga, coda di volpe. È il repertorio su cui il marchio
ha costruito la propria reputazione, e che si ritrova quasi intatto nelle collane e nei
bracciali di oggi. Nel 1988 l’azienda ha aperto ad Arezzo il primo museo italiano
dedicato all’arte orafa: oltre duemila fra disegni originali, oreficerie e gioielli, un
secolo di lavoro messo in fila.
La parte più viva del catalogo è l’argento 925 — lucido, rodiato, brunito o
dorato — seguito dal bronzo dorato, che è il modo con cui il marchio porta il gusto
dell’oro su volumi generosi senza il peso dell’oro. Ci sono
bracciali e
collane a maglia, gli
orecchini a cerchio
in tutte le misure, i gemelli da
camicia — pietre dure, madreperla, argento rodiato — e le
fedi nuziali in oro, che restano il
capitolo per cui la casa è conosciuta in tutta Italia. Ogni scheda dichiara materiale,
misura e disponibilità, e il filtro in cima all’elenco separa una categoria dall’altra.
Chi cerca un gioiello UnoAErre di solito cerca una lavorazione, non un codice. Il
tubogas è il nastro tubolare continuo, morbido e senza maglie a vista, nato per
imitare il tubo del gas e diventato un classico degli anni Settanta. Il chicco di
riso è la fila di piccoli elementi ovali, leggeri e lucidi, che riflettono la
luce a ogni movimento. La boule è la sfera piena, tonda e regolare; la
grumetta — la gourmette del francese — è la maglia schiacciata e
diamantata che si porta piatta sul polso, e la spiga intreccia quattro
fili in un disegno che ricorda la spiga di grano. Sui bracciali da uomo tornano il
traversino e l’herringbone, piatto e brillante come un
nastro. Sono nomi di mestiere: conoscerli è il modo più rapido per trovare il pezzo
giusto.
Le fedi sono il capitolo storico
del marchio e seguono regole proprie: si scelgono per modello, larghezza e grammatura, si
fanno nella misura di chi le porterà e si possono incidere all’interno con nomi e data.
Non è un acquisto da fare di fretta: si ragiona sulla misura e, se serve,
ci si sente prima. I tempi dipendono dal modello e sono scritti
in scheda.
È l’unico attrito vero del gioiello comprato in rete. Per gli anelli la misura
italiana è la circonferenza interna del dito meno quaranta: la
guida alla misura dell’anello spiega come
prenderla in casa con un filo di cotone e un righello, e riporta la corrispondenza con le
misure francesi, tedesche e inglesi. Per collane e bracciali la lunghezza è sempre scritta
in scheda, in centimetri. Se il gioiello è per qualcun altro e la misura non la sai,
scrivici prima di ordinare: si risolve in due minuti e si evita
un reso.
Siamo gioiellieri a Genova dal 1950, rivenditori ufficiali del marchio, con il
laboratorio dietro il bancone. La spedizione è assicurata, tracciata e con imballo anonimo
— gratuita in Italia da 99 €, con 6 € di contributo
sotto quella soglia — e dentro l’Unione Europea non c’è dogana. Su ogni pezzo valgono 24
mesi di garanzia legale di conformità e
14 giorni di recesso, oltre alla garanzia del
produttore che viaggia nella confezione. Quello che vendiamo lo sappiamo anche
riparare: lucidatura, accorciatura
di una catena, sostituzione di una chiusura si fanno in casa.
È una casa orafa di Arezzo, fondata il 15 marzo 1926 da Carlo Zucchi e Leopoldo Gori come Gori & Zucchi. Il nome viene dal suo punzone, 1AR, primo marchio d’identificazione registrato nella provincia. Produce fedi nuziali, catene e gioielli in argento, bronzo e oro, e ad Arezzo ha un museo dell’arte orafa.
Sì. La maggior parte del catalogo è argento 925, cioè 925 parti di argento puro su mille, punzonato come impone la legge italiana insieme al marchio del fabbricante. Il produttore ha un laboratorio chimico interno accreditato per l’analisi del titolo delle leghe di oro e argento.
No, ed è giusto saperlo prima: è bronzo con un bagno di oro sopra. Serve a fare collane e bracciali di buon volume che restano leggeri da portare. Si toglie prima della doccia e della piscina, si asciuga dopo l’uso e si tiene lontano da profumi e creme: il bagno dura molto più a lungo.
Il tubogas è un nastro tubolare continuo, morbido e senza maglie a vista, nato imitando il tubo del gas e diventato un classico. Il chicco di riso è invece una fila di piccoli elementi ovali lucidi, leggeri, che riflettono la luce a ogni movimento del polso o del collo.
Sì, siamo rivenditori ufficiali del marchio: il gioiello arriva nuovo, con la sua confezione originale, il punzone di legge e la garanzia del produttore, più 24 mesi di garanzia legale di conformità. Siamo gioiellieri a Genova dal 1950 e abbiamo il laboratorio in negozio.
Sì, su fedi, gemelli e piastre da uomo: nomi, date, iniziali, all’interno dell’anello o sul retro della piastra. L’incisione si fa nel nostro laboratorio e allunga di qualche giorno la preparazione dell’ordine. Basta scriverci prima di ordinare con il testo esatto che si desidera.
Per gli anelli la misura italiana è la circonferenza interna del dito in millimetri meno quaranta, e la guida alla misura spiega come rilevarla in casa con un filo e un righello. Per collane e bracciali la lunghezza in centimetri è scritta in ogni scheda, accanto al peso e alla larghezza della maglia.
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